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Doppia istruttoria dell’AGCM su  Facebook e Whatsapp

A distanza di due anni, l’unione tra i due colossi del mondo social genera dubbi e perplessità su diversi aspetti. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due procedimenti istruttori nei confronti di WhatsApp Inc. per presunte violazioni del Codice del Consumo.

Un primo procedimento è diretto ad accertare se la società americana abbia di fatto costretto gli utenti di WhatsApp Messenger ad accettare integralmente i nuovi Termini contrattuali, in particolare la condivisione dei propri dati personali con Facebook, facendo loro credere, con un messaggio visibile all’apertura dell’applicazione, che sarebbe stato, altrimenti, impossibile proseguire nell’uso dell’applicazione medesima. L’effetto di condizionamento sarebbe stato, peraltro, rafforzato dalla prespuntatura apposta sull’opzione “Facebook” in una schermata di secondo livello alla quale l’utente accedeva, dal messaggio principale, tramite apposito link.

L’altro procedimento istruttorio è diretto ad accertare la vessatorietà di alcune clausole inserite nei “Termini di utilizzo” di WhatsApp Messenger riguardanti, in particolare, la facoltà di modifiche unilaterali del contratto da parte della società, il diritto di recesso stabilito unicamente per il Professionista, le esclusioni e le limitazioni di responsabilità a suo favore, le interruzioni ingiustificate del servizio, la scelta del Foro competente sulle controversie che, ad oggi, è stabilito esclusivamente presso Tribunali americani.

Già alla fine del mese di settembre, anche il Garante per la protezione dei dati personali aveva avviato un’istruttoria a proposito del cambiamento di alcune impostazioni sulla privacy che avrebbero permesso a Facebook di accedere ad alcuni dati per finalità commerciali. In quell’occasione, il Garante della Privacy aveva invitato le due piattaforme social a fornire tutti gli elementi utili alla valutazione del caso.

Mestre, 4 novembre 2016