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Canone Rai in bolletta: via libera Antitrust, ma costi distinti

Via libera dell’Antitrust all’inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica, a patto che il costo dell’abbonamento radiotelevisivo si distingua da quello della fornitura di energia. Allo stesso tempo, in funzione di un’effettiva concorrenza nel mercato della raccolta pubblicitaria, l’Antitrust “ritiene auspicabile che si assicuri una separazione tra attività di servizio pubblico e attività commerciali della Rai attraverso forme di separazione più incisive di quella contabile”.

È quanto prevede l’Antitrust in un parere inviato al presidente del Senato e a quello della Camera, al presidente del Consiglio e al ministro dello Sviluppo economico. L’Autorità si esprime dunque sull’inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica e dà un via libera condizionato alla possibilità di distinguere chiaramente le voci da pagare. Il prossimo anno infatti in canone Rai sarà pagato, in un’unica rata, sulla prima fattura dell’elettricità successiva alla data di scadenza per il pagamento del canone stesso. L’Antitrust “valuta positivamente la circostanza che tale previsione sia mossa dall’intento di ridurre l’area di evasione dagli obblighi contributivi e, al contempo, di ridurre il canone individuale”.

Allo stesso tempo, a tutela della trasparenza, l’Antitrust sollecita adeguate garanzie informative per gli utenti, perché sia chiaro qual è il prezzo del canone e quale quello dell’elettricità.

Si legge nel parere: “Si rileva l’opportunità di fare in modo che tale norma sia accompagnata da adeguate garanzie informative in favore degli utenti finali. Le modalità di fatturazione dei servizi di erogazione dell’energia, infatti, possono risultare di difficile lettura per i consumatori finali in virtù dell’attuale livello di complessità del settore. In tale contesto, l’introduzione del pagamento del canone all’interno della fattura energetica non dovrebbe compromettere la possibilità per il consumatore finale di comprendere chiaramente qual è il prezzo pagato per i servizi di fornitura elettrica, in modo tale da poter avere piena consapevolezza dei propri consumi e poter operare una comparazione tra gli operatori energetici. Tale garanzia di trasparenza risulta ancor più rilevante in vista della conclusione del regime di maggior tutela per la fornitura dell’energia elettrica nei prossimi anni”.

In vista della scadenza della concessione del servizio pubblico radiotelevisivo e della futura approvazione del nuovo contratto di servizio Rai, l’Autorità rileva inoltre che questa può essere “un’opportunità per contribuire al processo di apertura dei mercati dei media al gioco della concorrenza, garantendo al contempo il rispetto del pluralismo dell’informazione e degli altri obiettivi di servizio pubblico”. A parere dell’Antitrust, questi obiettivi possono essere raggiunti “attraverso la riqualificazione della missione di servizio pubblico radiotelevisivo e mediante il riconoscimento di una maggiore indipendenza e autonomia gestionale della Rai, anche attraverso un assetto societario e organizzativo moderno fondato su regole di funzionamento societario che consentano di garantire l’efficienza e assicurare l’effettività del finanziamento pubblico”.

Mestre, 6 novembre 2015